ALESSANDRO BRAGA/ ” km158. Jabil la fabbrica dimenticata”


Lo scrittore Alessandro Braga ( n. Inzago 1975)

Lo scrittore Alessandro Braga ( n. Inzago 1975)

Probabilmente perché sono scritti col precipuo intento di far conoscere, di dire ciò che altri tacciono, di documentare e avvalorare posizioni antagoniste al quieto vivere e sono libri costretti a “dare fastidio”, molti di essi non trovano  riscontro né visibilità sulla stampa quotidiana e sui media. E’ una consolidata “intolleranza” che costringe a ripiegare sulle poche certezze del sistema editoriale “alternativo”. Il quale, per il solo fatto di dichiararsi anticonformista o underground e d’essere “contro” qualcuno o qualcosa (al capitale, all’organizzazione del potere, all’industria culturale eccetera) non  significa sia affrancato da ogni vincolo politico o ideologico o finanziario.
Nel gran magma del “miracolo editoriale” italiano – un miracolo solo per dire, perché si stampa a dismisura e si vendono sempre meno libri – non è inconsueto scoprire titoli frutto di un buon artigianato letterario preoccupato dei contenuti in grado di rendicontare nei dettagli e nella forma e di farsi leggere con attenzione e gusto, al contrario di tanta scrittura creativa con finalità artistiche e scopi prosaici che ha con la letteratura ha  poco da dividere.
Succede anche che qualcuno di questi scrittori e i loro libri, una volta dentro ai circuiti di “autopromozione” arrivano a Lodi, magari dopo il setaccio dei circoli milanesi, sudmilanesi e della Martesana. E’ il caso di “ Km 158. Jabil. La fabbrica dimenticata”, un reportage di Alessandro Braga, edito da Luigi Politano della Round roubin di Roma, presentato in via della Selvagreca a cura della Associazione culturale Casa del popolo & Adelante.
km_jpgIl libro di Braga – ex giornalista del Manifesto ed ora occupato a Radio Radicale è un variegato succedersi di brani che spaziano dall’analisi dei fatti all’analisi politico-economica, dal resoconto di incontri sindacali al ricordo di figure e volti, alle testimonianze di quel che hanno detto o solo fatto capire.
Le vicende della Jabil (ragione sociale ultima) si conoscono. Il libro di Braga è un trattato di “resistenza” contro la chiusura di una fabbrica esempio dell’eccellenza dell’hi-tech italiano (eX Marelli Lenkurt, ex GTE Telecomunicazioni, ex Nokia Siemens Network). La sua è una indagine carica di fiducia nelle risorse resistenziali dei lavoratori contro lo smembramento del tessuto industriale e offre uno spaccato della disinvoltura con cui la “classe dirigente italiana”, devota alla logica del profitto e della globalizzazione, ha deciso di dislocare reparti produttivi di società di capitale chde sono però anche beni collettivi, là dove la manodopera costa meno.
Il racconto che ne fa Braga ha una sua decisa coloritura (politica e ideologica). L’autore non nasconde le sue radici proletarie, di cui anzi mena vanto. Lo si capisce quando spara contro le logiche del profitto per il profitto che a lungo hanno trovato credito e diffusione in Italia. Ma il suo libro – che si legge d’un fiato, tanta è la passione, la voglia di raccontare e la stessa qualità della scrittura – non privilegia le vicende aziendali e l’ideologia che sta sottopelle, ma la battaglia dei lavoratori, l’occupazione della fabbrica, il rifiuto di condizioni al ribasso.
“Quando non si ha più nulla da perdere si è disposti a perdere tutto”, scrive Braga. L’autore spiazza i luoghi comuni predicati dai media e restaura più autentiche correlazioni di senso. Sicuramente il suo è un libro che per i forti contenuti non piacerà a quella parte che a lungo, disinvestendo e guardando ai trend finanziari, non si è preoccupata delle distese desertiche che andava procurando al tessuto industriale italiano e al  futuro di tanti disgraziati “eccellenti” e alle loro famiglie, imponendo un sistema sempre più disumano.
Quello che offre è, naturalmente, e lo sottolineiamo, un punto di vista: il suo. Forse ce ne sono altri. Ma il suo non può non essere fonte di riflessione. I fatti a cui Braga attinge affidandoli a una scrittura narrativa e selettiva insieme, danno al racconto la forza del saggio.

 Il LIBRO:KM 158. Jabil, la fabbrica dimenticata di Braga Alessandro, 2013, Round Robin Editrice, 2013
(Prezzo di copertina € 12,00 

 

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