ALESSIO BIDOLI e BRUNO CANINO, VIRTUOSISTI DI TEMI VERDIANI


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UNA INTERPRETAZIONE SENZA ARTIFIZI

DEL GIOVANE VIOLINISTA SUDMILANESE

Alessio Bidoli, giovane promessa del violino, è un 26enne di Peschiera Borromeo, cresciuto in seno a generazioni completamente dedite alle Belle Arti, coltivate con semplicità e rigore. La madre, Domenica Regazzoni, pittrice-scultrice lombarda è nota a livello internazionale per la sua ricerca artistica legata alla musica; il nonno, Dante Regazzoni, è un celebre liutaio del novecento, il cui  laboratorio è oggi diventato parte integrante del Museo della Liuteria (MUSA) all’Accademia di Santa Cecilia presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Nel dicembre 2011, a soli 24 anni, Alessio Bidoli aveva pubblicato un primo album per la nota rivista mensile Amadeus insieme alla pianista Stefania Mormone con musiche di Saint-Saens, Wieniawski e Grieg. In questo secondo lavoro discografico pubblicato da Sony Classica, grazie anche all’ottima collaborazione con il grande pianista Bruno Canino, trasmette le sue migliori ascendenze culturali: il virtuosismo e l’amore per la ricerca musicologica, che hanno consentito la registrazione di brani rari e in parte inediti  di sicuro interesse. Una vera sfida che rinnova la tenacia e la costanza già dimostrata nella bella storia di coraggio e di valore, che lo ha riportato a suonare ai migliori livelli – con uno stato interpretativo rinnovato e più maturo – dopo il  superamento di una improvvisa malattia.
Il nuovo album, dedicato a Verdi , racconta di un tempo eroico  in cui, sulla scia del grande Paganini, la passione per la musica classica era  intesa come oggi il ‘pop’: i grandi violinisti dell’epoca componevano  trascrizioni di opere celebri per le loro sfide virtuosistiche a colpi di archetto  in un clima di tifoserie accanite e focose, in veri e propri spettacoli teatrali.  E  la riscrittura di brani famosi dell’allora popolarissimo Verdi, come diremmo noi oggi, facevano audience!
Al violinista ottocentesco veniva  richiesto un virtuosismo di grande spettacolarità, preciso e sanguigno al contempo,  fiammeggiante ma non necessariamente ‘estremo’. Diciamo l’esatta dose di virtuosismo che Alessio Bidoli “si sente nelle dita”.
Le parafrasi su temi verdiani, scelte ed interpretate per la registrazione, hanno lo scopo non solo di ‘raccontare’ un periodo storico poco conosciuto e di grande fascino, ma anche di trasmettere, attraverso un’interpretazione senza artifizi,  lo spirito  e la modernità della  concezione drammaturgica e della resa dei personaggi del Maestro di Busseto. Le fantasie di Antonio Bazzini sulle opere “I Masnadieri” e “La Traviata” e quelle di Camillo Sivori su “Il Trovatore” e “Un Ballo in Maschera” sono da considerarsi a tutti gli effetti tra le più brillanti e rappresentative di questo panorama musicale; identificate, tra le molte disponibili, dopo un attento lavoro di ricerca condotto dallo stesso Alessio Bidoli e dal musicologo Alessandro Turba, che ha curato insieme ad Alberto Cantù il libretto  che accompagna il CD.
Un lavoro di riscoperta e valorizzazione di un repertorio prezioso che ha visto coinvolgere anche gli eredi Sivori, tuttora residenti nella sua Genova.

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