CLAUDIO ABATE, obiettivo arte


Claudio Abate: La storia dell'arte in uno scatto

Claudio Abate: La storia dell’arte in uno scatto

Claudio Abate: obiettivo arte”, è una esposizione di 40 fotografie attualmente in corso alla Triennale di Milano (viale Alemagna, 6) su iniziativa dello IULM e curata dagli studenti della Facoltà di Arti.
Classe 1943,  Abate è un figlio d’arte, cresciuto a contatto con il mondo romano dell’arte e della pittura, che pratica una fotografia di qualità. Per intenderci non si semplice tecnica, ma di stimolante chiave interpretativa. Ciò che ha testimoniato e testimonia con l’obiettivo sugli interpreti e i molteplici passaggi dell’arte contemporanea, costituisce una preziosa documentazione di un’epoca e di un clima artistico.
Nelle sue foto appaiono ripresi nei momenti cruciali della attività o attraverso le loro opere nomi famosi della storia dell’arte italiana e di quella internazionale: Vedova, De Dominicis, Schifano, Rotella, Klefer, Beyus, Penone, Pascali, Carmelo Bene, ecc. Cosa abbia spinto o suggerito, sin dagli anni cinquanta a fermare il suo obiettivo sull’arte di tanti artisti del nostro tempo (in mostra è esposto tra l’altro un ritratto di Giorgio De Chirico, amico del padre), non conosciamo. Ma già la scelta di preferite le opere di artisti contemporanei è molto precisa anche se non apre un discorso fotograficamente nuovo. Abate non è il primo fotografo ad avere fotografato e a fotografare opere di artisti, rifiutando i canali di consmo normali. Con lui se ne possono citare parecchi a cominciare da Ugo Mulas, Mimmo Jodice, Giorgio Colombo, Paolo Mussat Sartor, Paolo Pellion ecc., senza scomodare Brancusi, Namutg, Duchamp. La mostra di venticinque anni fa a Modena, “Fotografi ed eventi artistici in Italia dal ’60 all’80” ne ha offerto un’ampia documentazione. Ma le immagini di Abate sono documenti diversi,  preziosi,in grado di documentare il livello qualitativo della ricerca trasferita nei linguaggi espressivi di tanti artisti che, grazie a quelle opere, sono entrati fisicamente, anche come personaggi nelle vicende artistiche del nostro tempo,
Quella di Abate non è una sorta di “partecipazione” a quelle forme espressive, ma piuttosto una testimonianza. Senza un giudicare pro o contro, ma uno spiegare. Un render chiaro che c’è sempre  dietro all’operato  di un artista, bravo o meno bravo, noto o meno noto, istintivo o concettuale, minimalista o concreto un qualcosa che può anche andare oltre all’analisi del critico. Si può sempre cogliere se c’è preparazione o impreparazione,  consapevolezza o improvvisazione. L’originalità della fotografia della sua fotografia sta prima di tutto nella presa di coscienza: nel momento della ripresa, della scelta di cosa e di come fotografare.
La mostra milanese, coordinata da Vincenzo Trione, Anna Luigia De Simone, Veronica Gaia di Orio è la testimonianza di un reporter non comune, che ha indagato mezzo secolo di creatività – dagli anni Sessanta ai nostri giorni – recuperando alla conoscenza, all’approfondimento e allo studio modelli di arte contemporanea prodotti da grandi interpreti dell’evoluzione del nostro tempo.

“Claudio Abate: obiettivo arte” –  40 foto in b/n e colore di Claudio Abate – Triennale di Milano, viale Alemagna 6 – a c. dello IULM – fino al 10 giugno – info 02.724241 – www.triennale. org

 

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