Fernanda Fedi, Gino Gini e l’Archivio Libri d’Artista di MIlano


Gino Gini

Gino Gini

Fernanda Fedi

Fernanda Fedi

 

 

 

 

 

 

 

TRENT’ANNI

DI STORIA

(1983-2013)

Esattamente trent’ anni fa nasceva nello storico Palazzo Galloni sul Naviglio Grande a Milano, l’Archivio Libri d’Artista. L’atto di fondazione porta la firma di Fernanda Fedi e Gino Gini che da quel 1983 ne sono i direttori, curatori, promotori e custodi. Il progetto è ecollato con l’ immediato interesse della famiglia artistica meneghina e del Belpaese, ma anche internazionale. Con le prime collocazioni hanno subito (o quasi) preso quota le attività di valorizzazione  e di divulgazione attraverso la compartecipazione a momenti espositivi nazionali e non.
Dopo trenta anni di attività (1983-2013) l’Archivio  oggi può vantare una quantità enorme di libri , un autentico patrimonio artistico-culturale costituito da oltre un migliaio di lavori in cui si  riassumono pagine storiche dell’arte e della costante psicologico-estetica chiamata  gusto; da fornire un tracciato di analisi del linguaggio, dei simboli e delle icone oggi divenute familiari anche ai non specialisti.
La dilatazione del patrimonio artistico e della fruizione ha permesso l’ organizzazione e l’allestimento diretto o compartecipato di quasi una cinquantina di mostre internazionali dedicate al libro d’artista: Palazzo Sormani, Biblioteca Nazionale Roma. Museum Mainzer, Lingotto Torino, Museo Pessoa Lisbona, Palazzo Bertolazzi Trento, Palazzo Caputi Ruvo di Puglia, Istituto Portoghese Roma, Biblioteca de Camoes Lisbona, Fiera del Libro Marsiglia, Stelline Milano, Biblioteca Alexandrina di Alessandra d’Egitto, Museo di Pietroburgo. Biblioteca Braidense Milano, Adiutorium Mahler Milano, Palazzo Trini di Foligno, eccetera. 
Nei trent’anni di attività dell’ Archivio Libri d’Artista il mondo dell’arte ha subito trasformazioni epocali: lo stesso  concetto di arte ha avuto una dilatazione incredibile, tanto da portare alla nascita di nuove forme espressive che hanno a loro volta dilatato i confini e le  mete dell’espressione artistica, favorendo l’innata capacità percettiva degli artiati e dei fruitori. L’oggetto libro d’artista ha assorbito da parte sua forme nuove dall’arte applicata, dall’arte pura, dall’arte industriale, modificando le stesse procedure identificative. Ciò ha implicato per l’Archivio diretto dalla Fedi e da Gini, un ininterrotto aggiornamento del piano logistico, della organizzazione, della comunicazione e della  selezione, facendo fronte nell’unico modo concesso. Attraverso un approccio pragmatico affidato alla cultura personale. Differente – pare ovvio – da quanto avrebbero potuto storici, bibliofili, collezionisti, critici.
‘Libro d’artista’ è una definizione che  “sunteggia”,  compendia distinzioni, diversificazione tecniche, artigianali, artistiche, di forma, procedura, qualità, materiale, gusto. Tiene insieme tradizione, ricerca, approfondimento, documentazione, esperienza e sperimentazione.
Fernanda Fedi e Gino Gini  hanno perciò adottato  un proprio  canone o metodo o sistema che dir si voglia per definire la catalogazione dei diversi linguaggi distinti, a seconda delle tipologie tecniche, procedurali, artistiche. La loro analisi li ha condotti a tracciare una specie di mappa e di percorso da offrire cornice a quanto si intende oggidì per libro d’artista: Libro Stampato, Libro stampato + intervento a mano, Libro Xerox,  Libro Xerox + interventi a mano, Libro in copia unica, Libro oggetto, Libro a fisarmonica, Libro assemblato, Mini-libro, Libri fluxus,  Libro ‘potenziale’…
Negli ultimi due mezzi secoli il manufatto artistico (libro-oggetto, libro-forma, libro-espressione)  si è ritagliato un territorio di libertà creativa. Dalle prime esposizioni, dove appariva come soggetto raro e provocatorio, è passato  alla esplosione e diffusione. Suggerendo, a volte, anche sospetti circa la sua natura e autenticità.
L’apparente semplicità che si può a volte riscontrare in alcuni risultati non deve indurre a equivoci. Il Libro d’Artista va sempre analizzato in profondità per poterne scoprirne i risvolti interni, le invenzioni formali, le rilegature creative, i contenuti simbolici e quelli suggeriti attraverso richiami, citazioni,  rimandi, da quell’ “altro da sé”’ che è prerogativa degli artisti.
In un clima universale fatto di dilatazioni e appropriazioni Gino e Fedi richiamano non a caso Nietzsche, per il quale: “..la fantasia del buon artista o pensatore produce continuamente cose buone, mediocri e cattive, ma il suo giudizio, altamente affinato e esercitato, respinge, sceglie, collega[…] tutti i grandi furono grandi lavoratori, instancabili non solo nell’inventare ma anche nel respingere, vagliare, trasformare, ordinare”

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