ANGELO BOCCHIOLI, nel mirino colori e fantasie della natura


Angelo Bocchioli, fotografo

Angelo Bocchioli, fotografo

Insidiano lo sguardo, colpiscono l’immaginazione, seducono con l’immediatezza  le dieci fotografie  di Angelo Bocchioli presentate alla nuova Caffetteria di Corso Adda.
In mezzo a una produzione sempre più diffusa quanto sempre più indifferenziata, quelle di Bocchioli offrono una documentazione grafica di come sia possibile ancor oggi distinguersi in un universo magmatico come quello della fotografia facendo uso razionale della strumentazione tecnica (apparecchiature, controllo, accorgimenti, selezione delle carte da stampa ecc. –  se viene contemporaneamente accompagnata alla percezione sensoriale e da una  predisposizione creativa. Elementi tutti che possono essere spesso fondamentali insieme alle condizioni ambientali, nel decretare il successo di certi generi fotografici.
Quella di Bocchioli non è una fotografia che blocca e fa gridare alla meraviglia, ma che si fa vedere e si distingue. D’altra parte è, come si diceva, frutto di una adeguata gestione strumentale tecnica, abbinata ad accorgimenti pratici costruiti sulla professionalità e in condizioni che permettono di valorizzare la presenza in natura del colore e delle sue fantastiche variazioni, “strappandolo” agli appiattimenti ottici della distanza.  In essa c’è sicuramente anche mestiere  dal momento ai temi naturalistici il fotografo lodigiano ha sempre dedicato particolare attenzione sia di tipo “tradizionale” sia digitale, ma. Tra i suoi temi: arte glaciale, riflessi, la val Vertova, uno degli angoli più suggestivi della Val Seriana, ecc. Dimostra di essere sufficientemente navigato e abile nella individuazione e nella scelta dei soggetti, nell’andare a colpire con la varietà e le variazioni. Dietro le quali tuttavia c ‘è di più. Intuizione, conoscenza, buon gusto, una sicura empatia e rispetto per l’ambiente e la natura.
In questa esposizione siamo lontani dalle immagini in b/n viste anni fa al “Viaggiatore” di Sant’Angelo Lodigiano – un omaggio alla terra e all’uomo della terra – ma come allora, nonostante uno spostamento figurale  sull’astrazione, in grado ancora di sviluppare un racconto di “sensory perception”, in cui pensieri e moti dell’anima diventano la chiave di lettura principale di questo tipo di fotografia. Una fotografia frutto di un obiettivo particolare e di risoluzioni altrettanto particolari, ma anche di una procedura complessiva in grado di conferire all’immagine espressione artistica e permettere alla creatività fotografica di realizzarsi a un livello singolare, gradevole e interessante.

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