TEODORO COTUGNO, il paesaggio di nuovo protagonista


AbbraccioOggi l’abolizione di ogni ‘confine tecnico’ dell’espressione artistica è accolta agevolmente da tutti, sul piano del gusto e della semantica.  Sono pochi gli artisti che soggiacciono ancora ai principi di una produzione creativa secondo le ‘regole’ del passato. Tutto è stato rovesciato. Quasi impossibile incontrare pittori che audacemente si richiamano a valori che l’innovazione dei repertori stilistici e il cambiamento del gusto bocciano. Lo stesso figurativismo, lo stesso paesaggismo estraggono dal contesto della realtà formule, sigle  componenti. Infrequente è incontrare qualcuno che – spostato sulla decorazione e sui valori della pittura, senza concedere però troppo ai procedimenti illustrativi riesce a comunicare un’arte lontana dalla condizione di decadente  attraverso uno schermo individualista, in grado di sorprendere  con l’inatteso.
Tra questi è senz’altro Teodoro Cotugno, di nuovo protagonista. Del quale prosegue con successo allo Spazio Bipielle Arte di Renzo Piano, la mostra curata e allestita da Tino Gipponi. Un excursus di 45 acqueforti, che compendiano un percorso calcografico di una trentina d’anni, e di 35 oli, che riassumono la produzione dell’ultimo lustro.
Nell’insieme un racconto o un saggio, di come il paesaggio può concepirsi modernamente come modo di essere e di vivere, come moto morale ancor prima che come mezzo di comunicazione. Le sue tele sono ricche di emozioni e sensazioni fattesi pittura. Da apparire quasi  uno sfogo naturalistico.
Con accortezza, Cotugno si è liberato di recente di certi filtri: degli eccessi di virtuosismo formale, dei diversivi dell’invenzione, dell’eccessivamente “grazioso”, dell’ edonismo pittoricistico. Liberata dalle ‘eccedenze’ e conservata intatta la  sistemazione lirica sensibile, la sua pittura di paesaggio riesce  a svolgere un ruolo (non retorico) capace di attrarre e convincere, facendo ritrovare nelle sue trame un po’ del “tempo perduto” e la generosa disponibilità di tante immagini pacate, tenute su accordi di semplicità e di sostanza luminosa e cromatica.
L’infinita e sfuggente essenza vitale della poesia è partecipe sia  nelle opere calcografiche sia nelle tecniche ad olio. Evidente è la messa a punto e la maturazione stilistica. La presa di carattere  nel segno grafico e nella pennellata, nella modellazione come nel tessuto cromatico. Cotugno esibisce scioltezza, abilità, temperamento. Le sfrondature danno un maggiore equilibrio al linguaggio e sciolgono gli ostacoli che impedivano l’accostamento della grafica alla pittura. La tecnica serve con più estensione la luce e tutto dimostra un diverso senso della qualità e della maturazione. La poesia, accompagnata a un certo candore trova ritmo e terreno organico nella natura rappresentata. Malgrado le varie diversità e contrasti tra i luoghi ripresi,  spunti e astrazioni  coincidono e convergono nella intensità e varietà della  luce, nella poesia del paesaggio.

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , ,

One thought on “TEODORO COTUGNO, il paesaggio di nuovo protagonista

  1. teodoro.cotugno@libero.it ha detto:

    Grazie Aldo per l’articolo. Ottimo e centrato come sempre. Ci vediamo giovedi. Un abbraccio a te e Fausta.

Lascia un Commento:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: