ANTONIO MARCHITELLI, FOTOGRAFO NATURALISTA


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Viviamo in un tempo di parole e di immagini. Troppo spesso si da valore di realtà a quel che appare e quel che non appare semplicemente non è. In un mondo siffatto persino chi sceglie di documentare ciò che l’occhio comune non coglie, ma esiste, si trova immesso suo malgrado nel circuito delle apparenze. Capita a molti fotografi naturalisti. Non ad Antonio Marchitelli, sessant’anni superati da poco,  uno dei più bravi, esuberanti e vitali fotografi naturalisti del gruppo photonatura “Il Gerundo” operante nel sudmilanese e nel lodigiano.
Nato a L’Aquila e residente da anni a San Donato Milanese, Marchitelli si è fatto conoscere come fotografo sociale, per l’impegno ambientalista e per l’attività all’interno di SOS Adda, per il quale ha realizzato  Atlante degli uccelli del Parco Adda Sud, e, prima ancora, all’interno dell’ENI come presidente del consiglio territoriale Nord del Fasen (Fondo di attività e servizi sociali dell’ente). Suo è anche il recente volume “Il fiume narrato: l’Alceto” , un libro di foto e disegni dedicato al martin pescatore, realizzato in collaborazione con Domenico Barboni e Graziano Guiotto e editato dal Parco Adda Sud.
La sua passione principale di fotografo è riservata all’avifauna e alla esplorazione di aree naturali ancora esistenti. Fiori, piccola fauna, ambienti, uccelli, paesaggi, essenze vegetali, specie arboree sono da lui individuate e documentate. Costituiscono non solo un repertorio di immagini straordinarie, ma si prestano a una riflessione incisiva e originale attorno al mondo naturale.
Migliaia di scatti e di stampe rivelano lo stretto rapporto che in Marchitelli intercorre tra le immagini scattate e la realtà della natura, tutto quanto è in essa vivo e congenito. Non è una posa, ma una scelta. Oltre tutto di quelle difficili. Impegnative.
I sempre nuovi avanzamenti della tecnologia fotografica, influiscono sul modo stesso con cui il fotografo rappresenta l’ambiente naturale. Fanno pienamente godere il bisogno di vedere e scoprire gli abitanti di un mondo fantastico, sorpresi nel loro habitat naturale. Ma un semplice click non   suggerisce l’esplorazione del paesaggio e del creato nella sua organicità, non stimola riflessioni e valutazioni attorno all’ecosistema. Essere fotografi naturalisti oggi richiede un bagaglio tecnico certo , ma reclama anche una disponibilità e una cultura orientata in tal senso, una sensibilità poetica e un pizzico di filosofia, o di sapienza di saper distinguere quel che vale e quello che non vale. il lavoro fotografico può richiamare quello dello scrittore, dello sceneggiatore, del pittore.  Ma resta una differenza principale: la capacità di fermare l’attimo e, quindi, di trasmettere istanti irripetibili.
Marchitelli va oltre alla tecnica, a quegli accorgimenti che permettono risultati di tipo semplicemente controllato e deliberato. Nei suoi lavori sprigiona l’ossessione di comprendere. Di capire perché gli uomini osteggiano il territorio e la natura, anziché proteggerli nella loro organicità e integrità. Il sandonatese non stilizza il soggetto. Cosa che con la tecnica gli sarebbe anche facile. Lo interpreta. Ne mette in luce le caratteristiche, e insieme anche il mistero, il contesto. Una immagine, qualunque immagine – una lanca, un fiume, un uccello, un fiore, un albero – se ci pensate dipende da una serie di procedure. Ferma il tempo, oppure, se si tratta di un soggetto in movimento, lo modifica e lo trasforma. Riduce lo spazio, lo appiattisce. Le reazioni psicologiche soggettive, e la cultura di chi lo fotografa e di chi lo guarda sono fondamentali per determinare il modo in cui viene compreso.
Marchitelli ha vocazione d’artista. Prova a rendere il mondo che “ferma”  interessante, enigmatico, suggestivo, poetico, più di quanto non apparirebbe ad occhio nudo. Senza aggiunte o stratagemmi formali.
“Ho sempre creduto che siano le immagini a farci vedere il mondo”, disse una volta Hockey, celebre pittore vivente. Le immagini del sandonatese aiutano a vedere  di quanta varietà, grazia e poesia è fatto il mondo della natura. Invitano a coglierne i  silenzi. La profondità che nasconde. La sua fotografia non è però solo una forma d’arte, che fa scoprire il bello in natura. Non invita solo a cogliere  la novità, ma a elaborare idee,  pensieri, a far tenere a certi problemi con dignità la scena.

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One thought on “ANTONIO MARCHITELLI, FOTOGRAFO NATURALISTA

  1. Marco ha detto:

    Conosco personalmente Antonio e confermo tutto il contenuto dell’articolo.
    Colgo l’occasione per esprimere il mio personale apprezzamento e la mia ode per i lavori di Antonio.
    Un grazio particolare e tanti complimenti anche ad Aldo per l’articolo sempre molto azzeccato.

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