CHIESE E ORATORI DI CAMPAGNA A TAVAZZANO


FOTO AMICI nebioloIl lodigiano non è raccontato solo dal cemento, dalla dissennatezza edilizia e della GDO, dai tralicci, dall’archeologia delle aree dismesse, dalle scorribande finanziarie, ecc., ma anche e meglio dal suo paesaggio, dalla sua campagna, dalle cascine, dai canali, dalle architetture rurali, dai riti e dalle regole liturgiche, e soprattutto dal lavoro della terra, che lo hanno reso familiare (in passato) come un “immenso deposito di fatiche” (Carlo Cattaneo), ma pure di produttività, per ciò stesso ricco di vivaci tradizioni e oggi di testimonianze. Come quelle rappresentate dagli Oratori, presenti nelle più importanti cascine del territorio e lungo le strade di campagna; chiesette erette nel rispetto delle più rigide procedure edificatorie, sulle quali non sempre studi e letteratura si sono trattenuti con il dovuto entusiasmo.  Sulla loro genesi e diffusione nel lodigiano, sulle loro tipologie rurali, di storia e di fede non sono parecchi a essersi soffermati: Zambarbieri, Marubbi, Mosca, Sannazzaro (per il melegnanese) e Facchi. Nonostante gli atti dell’Archivio Storico Diocesano offrano una latitudine di stimoli da rendere naturale la richiesta di una ripresa della ricerca e degli studi  da interessare l’intero territorio Alaudense con organicità.
Le chiese di campagna (Oratori di cascina e non), sono sorte a centinaia nei cinque secoli passati. Ma a partire dagli anni Trenta del Novecento sono andate incontro a un inarrestabile declino, fatto di abbandono e  dismissione, fino all’attuale situazione di  degrado.
Alla luce dello stato complessivo di queste architetture rurali, merita senz’altro più di una considerazione la ricerca condotta dagli Amici del Nebiolo e pubblicata in un interessante volumetto reso gradevole da una ricca documentazione fotografica attribuita a Roberto Fiorani, Antonio Imperatori, Claudio Tintori, Ambrogio Visigalli e dal deceduto Faliero Chiesa, attivissimi esponenti del Gruppo Fotografico locale. Il volume permette di rinforzare e arricchire i dati di conoscenza di queste costruzioni, integrando le informazioni del Marubbi e dello Zambarbieri, i cui interessi peraltro risultano concentrati  sulle edificazioni disseminate nel Basso Lodigiano.
“Le chiese di campagna. Gli Oratori nel territorio di Tavazzano”, questo il titolo del libro graficamente nato dai tipi della Sollicitudo Arti Grafiche di Lodi grazie al contributo di Casa Idea – Architettura Arredamento Artigianato di Tavazzano, è opportunamente integrato da note aggiuntive in appositi box che contribuiscono a loro volta a sbozzare gli elementi di conoscenza di questi edifici sacri. Opere che pur non differendo dalle comuni chiese, presentano dimensioni minori e sono di solito costituiti da un vano quadrangolare fornito di un solo altare, oltre (in alcuni casi) a custodire testimonianze di arte e di storia locale. La pubblicazione curata dagli Amici del Nebiolo costituisce un “sommario” utile anche a chiarire come l’O. – etimologicamente “luogo dove si prega” – riservato in un primo tempo a una particolare categoria di fedeli (famiglia, comunità religiosa o laica, confraternita, ecc.) -, si sia evoluto a partire dalla Controriforma e in particolare tra il XVII e l’XVIII secolo, quando si registrò un incremento della popolazione rurale a scapito di quella urbana, che ne favorì  il  fiorire contestualmente alla costruzione di nuove cascine. La ricerca individua in Tavazzano sei O. (Sant’Antonio nei pressi della cascina Zelasche, in stato di evidente abbandono; Vergine dell’Ausilio alla cascina Ca’ Cesario; San Rocco alla cascina Ca’ de’ Zecchi; San Dionigi alla cascina Bolenzano; Sant’Andrea Apostolo a Modignano; San Giovanni Battista in Tavazzano Nuovo) oltre a tre scomparsi (San Domenico alla cascina Antegnatica; San Martino alla cascina Bagnolo; San Tommaso alla cascina Pezzolo) sui quali raccoglie un insieme di dati d’archivio davvero interessanti.
il libretto sugli oratori va a completare una sorta di “trilogia” con altre due  precedenti monografie su argomenti collegati (La chiesa di Villavesco. Itinerario storico all’interno del Sacro Tempio del 2010, Madonne, madunine, santi e santelle. Segni della devozione popolare nel territorio di Tavazzano del 2011. Praticamente chiude un “percorso”. La trilogia ha almeno due pregi:aver trattato in modo soddisfacente anche se non definitivo, pagine di storia locale che possono stimolare altri a continuare l’indagine; l’avere utilizzato immagini fotografiche di qualità decente e recenti, che documentano lo stato dei manufatti ad oggi, a differenza di alcuni libretti di storia locale che lasciano in tal senso pittosto a desiderare.
L’opera valorizza non solo i manufatti descritti ma l’impegno comunitario direttamente legato alle scelte etiche e religiose dell’uomo. In particolare, ricorda la regola di San Filippo Neri, che prescrisse la distinzione tra O. e chiesa, da cui dipese la subordinazione delle costruzioni alla approvazione del parroco.

Il libro: Le chiese di campagna. Gli Oratori nel territorio di Tavazzano – A cura dell’Associazione Amici del Nebiolo.Testi di Gabriele Prinelli e fotografie. del Gruppo Fotografico Tavazzano – Editing Amici del Nebiolo – stampa Sollicitudo Arti Grafiche – pagg. 35, 2012, sip

Annunci

Lascia un Commento:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: