ALESSANDRO COLONNA, la politica con ironia


aleIl mondo della vignetta umoristica (di politica, di costume, di cronaca, d’ambiente, di carattere ecc.) è ormai un mondo ultrasecolare, che annovera autori di notevole fama. Basta ricordare Vauro, Giannelli, Altan, Forattini, Rolli, Bucchi, Angese, eccetera. Forte dei Marmi è il teatro di questo genere espressivo,  ogni anno presenta uno special straordinario. Vignettisti non mancano al lodigiano: l’ormai celebratissimo Lele Corvi, Giampiero Brunelli, Vittorio Porcelli, Alessandro Colonna. Sul Cittadino e in mostre appare poi con gustosissimi disegni ormai periodicamente anche Adamo Calabrese, che però non sceneggia e non fa caricatura, ma illustra e a volte lo fa con vena sarcastica, mai sprezzante e mai amara. Semplicemente divertita .
La vignetta è un termine tecnico del fumetto, dove tutto si risolve in una inquadratura sola. Di solito si sospetta il vignettista umoristico o che fa satira d’essere un tipo strano. Che affida alla matita sue osservazioni critiche circa fatti, misfatti, empietà o anche solo dichiarazioni. In molti vignettisti è evidente il bisogno di caricare, deformare, di andare oltre alle intenzioni altrui per una propria personale volontà di schierarsi e di polemizzare. Facendolo non esitano a spogliare gli sventurati sotto la loro attenzione, ai quali tolgono ogni eventuale merito, qualità, virtù e ragione. Nella satira, soprattutto se politica, c’è sempre, come diceva Edward Gorey, geniale illustratore di matrice surrealista, una “sottile crudeltà”, che in tanti casi può anche raggiungere la spietatezza. Ma neppure mancano casi opposti, che nelle vignette satiriche trasmettono solo un piccolo “brivido infantile”, come quello provato nel fare un dispettuccio al compagno di banco e procurarsi un sorriso. La satira, proprio perché punta a canzonare, irridere, schernire e a incidere è una espressione libera, può permettersi di accentuare con ferocia il dissenso per aspetti ritenuti irragionevoli e paradossali del potere, ma anche fermarsi alla sottile impertinenza. Dovendo affrontare un universo di situazioni, se rinuncia all’imparzialità, rinuncia a sé stessa. Nasconde l’uso strumentale e partigiano che ne fa l’autore. Tutto sommato, una divertente crudeltà non “manda a morte” nessuno.
Dopo aver presentato in giro per le fumetterie piacentine il suo ultimo libro Il RottaMario. Quasi un anno di vignette satiriche”, il trentasettenne secugnaghino Alessandro Colonna, vignettista e tecnico comunale a San Colombano al Lambro, lo ha fatto conoscere al Cenacolo degli Artisti di Casalpusterlengo. La raccolta, uscita a dicembre da GL, stamperia storica piacentina, è in parte centrata sulle fustigazioni (economico-politiche) di Mario Monti e bendisposta a mettere alla gogna altri personaggi dell’etablissement: Berlusconi, Bersani, Casini, D’Alema, Fiorito, Formigoni, Giannino, Monti, Napoletano, Renzi, Bindi, Fornero. Forse peccheremo di malizia, ma manca, per par condicio, qualche nome. Una assenza intenzionale?. In “Colonna infame”, il blog di Colonna, anche le ultime etichette vanno in una certa direzione,  sono riservate a Giannino, Benedetto XIV, Vendola, Monti, Bersani, Comunione e Liberazione, Saipem, ecc.
L’irrisione a cui il vignettista casalino sottopone i personaggi della politica nasce dalla attualità. E non sempre si sa l’attualità arriva giusta a ispirare la mente, la mano e il cuore, anche del più curioso e ironico vignettista, abile nel scandagliare risvolti e fondali della cronaca politica, economica e, perché no?, giudiziaria.
Le vignette di Colonna, da un lato centrano l’assurdità di certi intrecci, promesse, provvedimenti e accadimenti, per un altro aspetto presentano poco interesse per altre situazioni (drammaticamente buffe),  che avrebbero ben meritato la sua sagacia grafica.  Detto ciò, quel ch’egli egli mostra è uno stile spontaneo, espansivo e nello stesso tempo misurato. La sua è un’ironia pungente, saporita senza essere troppo pepata, che mantiene in sé una certa amabilità e garbo. Colonna evita di rigirare il coltello troppo a fondo nelle piaghe. In alcuni casi sarcasmo e canzonatura si fermano alla nota simpatica, priva di veleno. Anche se all’ombra de “Il Veleno”, periodico romano, il casalino si è destreggiato.

Il Libro: Alessandro Colonna: Il RottaMario. Quasi un anno di vignette satiriche”, edizioni GL, dicembre 2012.

 

 

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One thought on “ALESSANDRO COLONNA, la politica con ironia

  1. zcavalla ha detto:

    Mi sto chiedendo se non si dovrebbe cominciare a dare maggiore attenzione, anche sui media tradizionali alla tecnica del fotomontaggio e dei cosiddetti “meme”. Io me ne sono recentemente occupato per un post satirico-dadaista http://chinonmuore.wordpress.com/2013/02/22/75-i-presentabili/ ,ma c’è tutto un mondo dietro. Se ne potrebbe tranquillamente fare un libro.

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