GABRIELE BASILICO fotografo. Ricordo


Gabriele Basilico

Gabriele Basilico

E’ morto uno dei più interessanti fotografi milanesi.  Non aveva nemmeno settant’anni Gabriele Basilico quando l’altro giorno se n’è andato. Incontrò la macchina fotografica nel Sessantotto, frequentando i primi anni di architettura. “Pensavo che potesse essere un modo di partecipare al cambiamento”.  Ma i cortei lo stufarono in fretta. Come d’altra parte architettura. La fotografia no. Cominciò a indagare edifici, interni, design. Così aprì uno studio in via Brera e un bel giorn trovò la sua dimensione andando in giro nelle periferie industriali  a catalogare fabbriche e poi aree dismesse. Si diede per riferimento i Becher, due dei promotori della scuola di Dusseldorf.
Manufatti e archeologia industriale costituiscono il corpus maggiore della sua fotografia in b/n. Dentro però si possono trovare delle vere e proprie chicche: le feste nei parchi, le balere, come quelle che fiorirono nel lodigiano e nel piacentino. Ma ad affermarlo furono i grandi spazi urbani, gli spazi metafisici. Come quelli lasciati a Beirut dalla guerra civile. 
«Che fotografo sono? Sono un misuratore di spazi: arrivo in un luogo e mi sposto come un rabdomante alla ricerca del punto di vista. Cammino avanti e indietro, la cosa importante è cercare la misura giusta tra me, l’occhio e lo spazio. L’azione fondamentale è lo sguardo, la foto è la memoria tecnica fissata di questo sguardo. ma c’è bisogno di tempo, la foto d’eccellenza è contemplativa». Ai tempi del “Gelso” si vedeva spesso a Lodi. Aveva in programma una mostra che poi saltò perché tutti lo tiravano un po’ da tutte le parti. Mario Calabresi ha raccolto una sua testimonianza  “Gli ho chiesto cosa gli sarebbe piaciuto fotografare ancora, è rimasto un po’ in silenzio e poi si è aperto in un sorriso: i porti. Tutte le città del mondo sono ormai fotografate e allora vorrei ricominciare dai porti. Sono i luoghi in cui la natura e l’architettura si integrano e si contrastano: ci sono le mie strutture industriali, ma non su uno sfondo piatto, ma sul mare e sul cielo. Questa è la perfezione». 

 

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One thought on “GABRIELE BASILICO fotografo. Ricordo

  1. mauro gambolò ha detto:

    UN VERO PECCATO AVER PERSO UN UOMO DI GRANDEZZA,DIFICILMENTE SOSTITUIBILE

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