NUOVA FOTOGRAFIA, Il passaggio di frontiera


Gabriele Basilico

Omaggio a Gabriele Basilico, grande fotografo scomparso di recente

Sono ormai diversi decenni cbhe la fotografia trascende la realtà. La modifica, la corregge, la integra. La carica di forme e modi della comunicazione. Questo, ovviamente, se praticata da autori che avvertono la necessità di superare il semplice momento delle effettività per dare spazio alla libertà dell’immaginazione. Che avvertono l’importanza di scelte, non tecniche ma concettuali, da riportare al momento dello scatto il riflesso di una interiorità, dell’estro o dell’ideazione. Un passo impegnativo che non può essere determinato che col passaggio da una visione “garantista” ad altre più intime convinzioni. Dove la realtà è qualcosa da vivere dall’interno e da sottoporre all’analisi.
L’immagine diventa così  espressione dei pensieri, delle idee e delle inquietudini degli operatori, dei loro stati d’animo, dei loro progetti o pulsioni, delle mediazioni formali suggerite dalla ricerca e operate.
La fotografia è allora l’occasione per rappresentare concetti, sensazioni, stati d’animo, anche situazioni esasperate. Come quelle  provocate dal continuo abbattimento della gerarchia della forma e del contenuto.
La scarsa informazione ha generato tra il pubblico (e tra gli stessi fotografi) confusione. Riducendo la fotografia a semplice ancella di qualche altra arte che se ne è valsa a piene mani. Spesso originando conflitto tra chi coltiva l’idea di considerare la fotografia e il mezzo fotografico un rifugio estetico  e chi, invece, vi coglie nuovi stimoli di conoscenza per elaborare un proprio autonomo linguaggio.
Negli ultimi decenni la ricerca espressiva ha imposto una estetica trasgressiva che ha incoraggiato e supportato la fotografia ad adottare di forme espressive originali, che vanno al di la delle semplici alleanze con altre forme artistiche e muovono  alla affermazione di nuovi spazi creativi.
Parecchie sono le esperienze di gruppo che hanno affermato ricerche interessanti e autonome da conferire alle immagini significati spazio-temporali, progettualità e poesia, e dare spessore a una nuova idea di fotografia: al passaggio da una fotografia tradizionale, spesso affidata all’evoluzione strumentale,  a una fotografia integrata nei modi e nelle forme alla “visione”, fuori dagli stereotipi della comunicazione di massa, capace di far discutere della sua natura e delle sue scoperte e di rappresentare un elemento dinamico in un percorso di comunicazione, originalità e educazione più ampio.

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