AMEDEO ANELLI/ Benemerito al servizio della cultura


anelli 

Che senso ha la poesia oggi? In quale direzione muove? Serve?  Quali motivi – soggettivi, interrelazionari,  ideologici, culturali, di linguaggio – sono alla base della sua perdita di “sacralità”?  Ce la farà a sopravvivere con le sue sole forze? 
Porsi domande è importante per dare impianto a nuove motivazioni, generare un diverso sistema di relazioni,  recuperare un discorso generale di “letteratura viva”.
A chi come noi ha vissuto il dibattito  degli anni Sessanta intorno alla crisi della letteratura in Italia non può sfuggire come  tanti interrogativi correnti  sono più o meno quelli di allora. Quando a guidare la discussione erano  riviste come, Officina, Il Verri, Menabò, “Paragone” (naturalmente le nostre preferite), e c’erano Rai Tre e  L’Approdo, Antologia, Il Caffé E come neppure come siano tanto diversi da quelli che alimentarono  il dibattito sulla “crisi” negli anni Ottanta.
Ieri lo scenario dibattimentale era animato da  parole, termini e definizioni andati in disuso: rivoluzionario e conservatorerestaurazione e stabilizzazione, provinciale e cosmopolita. Classificazioni che aiutavano almeno a parlarne. Oggi,  a differenza di ieri, si ha una certa cautela a tirar fuori classificazioni come crepuscolarismo, ermetismo, orfismo, irrealismo, neoarchismo e nemmeno sperimentalismo.  C’è, invece c’è solo un gran fiorire di etichette: poesia lirica, esistenziale, autobiografica, a struttura informale, post-strutturalistica, contro-filosofica, di montaggio, di pensiero, di cronaca, di deriva, femminista, sintetista, equilibrista, fumista, agonica, criptonarrativa. E’ la dimostrazione che la critica anziché approfondire affida a tutti  slang comunicazionali.
Intanto però ogni poeta si esprime a modo suo,  come gli pare, al di fuori di ogni regola o possibile classificazione, potendo essere nello stesso tempo più cose senza riconoscersi in alcuna. Va bene  la complessità, va bene la plurivocalità, ma cosa c’è di autentico nell’attuale stato della poesia italiana?  
La critica è latitante, la stampa è distratta, l’editoria maggiore marginalizza poeti italiani e stranieri, al pubblico tocca un “poetese medio”, il mercato è asfittico e inappetente…  C’è un qualche ponte che permetta di attraversare questo fiume?
Ponti non ce ne sono ma ci sono rari personaggi come Amedeo Anelli, direttore di Kamen’ che disinteressatamente sono al servizio della poesia, dell’arte e della cultura in generale.  Ce n’è voluta perché nella sua città gli riconoscessero merito! Meglio tardi… come dice il proverbio. Intanto lui è diventato noto e si è fatto apprezzare in tutta Italia e in Europa dove lo riconoscono  per la intrensa attività di traduttore, critico e letterato, un intellettuale colto e tosto, determinato, che ha fiducia nella poesia, è impegnato in sua difesa, la sostiene e lotta per il suo domani. Da anni Anelli a quel ponte lavora, partecipa e sostiene una poesia di intonazione dantesca, in cui etica e pensiero si riuniscono in orizzonti di senso e di azioni rinnovati.
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Domenica 3 febbraio, a Codogno viene consegnata ad Amedeo Anelli la benemerenza civica. Nato a Santo Stefano Lodigiano nel 1956 e dallo stesso anno residente a Codogno, Anelli si occupa di poesia, filosofia e critica d’arte collaborando con artisti, centri culturali, organizzando cicli di mostre ed altre manifestazioni. Ha pubblicato numerosi cataloghi, libri d’arte con artisti di fama internazionale, libri d’artista ed opere di divulgazione. In campo letterario ha numerose pubblicazioni in periodici e volumi, sia poetiche sia di critica letteraria (Annino, Bacchini, Cagnone, Marcheschi, Neri, Oldani, Boccardi, Giuseppe Pontiggia…).
Fra le riviste ha pubblicato in: “Schema”, “L’incantiere”, “Concertino”, “Il rosso e il nero”, “Iduna”, “El Indio del Jarama”, “Poiesis”, “ClanDestino”,“Testuale”, “Qui” “Gradiva”, “Incroci”…. Fra le raccolte poetiche si segnalano:  Quaderno per Marynka (Polena, Milano 1987), 12 poesie da Acolouthia nell’Annuario di Poesia 1997 di Crocetti, Acolouthia(I). Omaggio ad Edgardo Abbozzo (Vicolo del Pavone, Piacenza. 2006), Contrapunctus (LietoColle 2011).  Per l’editore C.R.T di Pistoia ha realizzato il volume di critica e teoria delle arti visive Novanta. Verso un’arte di pensiero (1999). Ha curato la raccolta Poesie diverse del poeta lodigiano del Seicento Francesco De Lemene (Polena, Milano, 1987) e nell’Annuario di Poesia 2002 di Crocetti. È presente nel volume di critica su Giampiero Neri a cura di Silvio Aman, Memoria, Mimetismo e informazione in “Teatro Naturale” di Giampiero Neri, (Milano Edizioni Otto/Novecento, 1999); in quello su e di Guido Oldani, Indispensabile poesia, Melegnano, (Torpedo Edizioni 2006);  nelle antologie di poesia a cura di Daniela Marcheschi, Terra gentile aria azzurrina, poesia italiana (Trieste, Einaudi Ragazzi, 2002 e rist. 2007), Tutto l’amore che c’è, poesia italiana (Trieste, Einaudi Ragazzi, 2003). 
Ha tradotto l’opera dei poeti russi Arsenij Tarkovskij (Via del Vento 1998- Poeti e Poesia 2004,- Incroci 2009), Osip Mandel’stam (Via del Vento 2005) e Boris Pasternak (I luoghi dell’Infinito 2008), e curato i volumi L’urgenza della luce. Cristina Campo traduce Christine Koschel (Le Lettere 2004), gli Scritti sull’Arte di Remo Pagnanelli (Vicolo del Pavone 2007)  e Nel sogno in bilico poesie di Christine Koschel (Mursia 2011). Nel 2008 ha scritto: Alla rovescia del mondo. Introduzione alla poesia di Guido Oldani, LietoColle. È presente in numerose antologie fra le recenti: 70 poesie per Don Mazzi a cura di Ivano Malcotti e Giovanni Bandi (Luca Pensa Ed. 2004), Pace e Libertà la battaglia delle idee, (AIASP 2005).
È membro dal 2000 del Corpo Accademico dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia.
Ha fondato e dirige dal 1991 la rivista internazionale di poesia e filosofia “Kamen’” e dal 2009 fa parte del comitato scientifico internazionale della rivista slovena Poetikon. É recensore del “Cittadino” quotidiano del Lodigiano e del sud Milano.  Suoi scritti sono tradotti in russo, francese, svedese, tedesco, inglese e portoghese.

Complimenti !

 
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3 thoughts on “AMEDEO ANELLI/ Benemerito al servizio della cultura

  1. gino gini ha detto:

    meritatissimo meritatissimissssimo riconoscimento gino gini e fernanda fedi

  2. gianluigi ha detto:

    Riconoscimento più che meritato per Anelli, uno dei pochissimi (per essere generosi) intellettuali di statura europea prodotti dalla nostra umida terra!

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