ROBERTO PINTO, LE NUOVE GEOGRAFIE ARTISTICHE


Roberto Pinto

Roberto Pinto

 Non ci sono solo  Vattese, Celant, Dorfles, Acton, Vergine, Clair, Vinti,  Somaini, Bordini, Bruzzi, Le Donne, Barilli, Corgnati, Poli eccetera. Per conoscere e saperne di più sull’arte contemporanea c’è qualcun altro in grado di aggiornare in chiave d’attualità su quanto coinvolge artisti, opere, tecniche, luoghi. D’altra parte, l’ ampliamento operativo e quello delle tematiche che  si collegano all’arte contemporanea richiedono a tutti una dilatazione d’interessi e aggiornamenti pressoché quotidiani. Poiché è impensabile seguire milioni di mostre  tutti i giorni in tutto il mondo, fatalmente il rischio è di rimanere spiazzati, di perdere  qualche moltiplicatore o nome o gruppo o linguaggio.  Non è perciò secondario lo strumento fornito da Roberto Pinto, critico d’arte e docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Bologna, già redattore di Flash Art, curatore di una serie infinitesimale di mostre, autore di “Nuove geografie artistiche. Le mostre al tempo della globalizzazione”,  recentemente pubblicato da Postmedia book.
Pinto è uno studioso che si è stancato di far mostre e si dedica da un po’ di tempo a mettere in piedi cicli di conferenze e a elaborare idee. Nel suo ultimo saggio, che non è un testo teoretico, egli unisce all’analisi dello storico e all’ esperienza del curatore, la disamina del panorama espositivo internazionale, alla luce dei profondi cambiamenti che negli ultimi anni hanno rimesso in discussione un po’ tutto: linguaggi, tecniche, tendenze, teorie, espressioni, fronti, interessi, successioni, teosofie, impostazioni. E naturalmente il mercato. Compreso i luoghi comuni, ai quali in provincia si è piuttosto propensi a ricorrere nell’organizzare mostre che introiettano culture, categorie e percorsi fuori dagli schemi tradizionali.
Nuove geografie artistiche. Le mostre al tempo della globalizzazione ripercorre alcune delle tappe principali nell’evoluzione dell’arte contemporanea del XX secolo, cercando di analizzare come sia cambiato il panorama espositivo internazionale. Individua i mutamenti e aiuta a riflettere su come tale trasformazione si intrecci con gli avvenimenti storici, politici ed economici e sugli elementi che hanno determinato il cambiamento di prospettiva con cui oggi si produce, si analizza e si commercializza l’arte.
Il volume è accompagnato da una serie di schede di approfondimento di mostre che hanno evidenziato l’incontro tra culture, e il profilarsi di un nuovo concetto di identità, sia alla base di molta della produzione artistica più significativa degli ultimi anni.
Nuove geografie artistiche. Le mostre al tempo della globalizzazione è stato presentato da Careop (una organizzazione non profit per la promozione della ricerca artistica contemporanea  che incoraggia in particolare il lavoro dei giovani artisti) a Milano, presso la Fabbrica del Vapore.

Il libro: Roberto Pinto: ““Nuove geografie artistiche. Le mostre al tempo della globalizzazione” – ed. Postmedia book. Milano, 2012

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