Maria Luisa Pedrazzini, storia dell’Imago attraverso le icone


pantocrato_441x600

Di Maria Luisa Pedrazzini, una milanese che ha avuto per parecchi anni studio nel Lodigiano in quel di Salerano sul Lambro, si è scritto in diverse occasioni delle sue mostre, quando la caratteristica più durevole della sua pittura era l’ attaccamento al dato naturalistico, al sentimento sintesi della natura.
La sorpresa è invece rappresentata da qualche anno dal convergere dei suoi interessi d’artista sulle immagini sacre ed esattamente su quelle con cui Oriente e Occidente si incontrano e diversificano sul terreno della concezione della funzione. In sintesi su ciò che riassume l’ “icona”, con cui culture diverse, ma non lontane, declinano forme sacre in grado di esprimere esigenze e stimoli che provengono da un diverso declinare dell’immagine e del confronto.
L’iconismo cristiano è sempre stato occasione di dibattito (anche acceso), tra sostenitori della “irrappresentabilità” del divino e coloro che hanno accompagnato la trasformazione delle immagini stesse lungo la millenaria vicenda del cristianesimo. I n quale posizione si collochino le scelte iconiche della Pedrazzini non compete a noi stabilirlo. A noi preme annotare semplicemente alcuni particolari del suo linguaggio pittorico e come esso rende accessibile ed entusiasmante il coinvolgimento sul piano figurativo. Al di là cioè delle possibili teorie che possono alimentare o hanno alimentato la “guerra delle immagini”, lungo il percorso delle categorie utilizzate dal cristianesimo.
“Mi ha sempre interessato sperimentare tecniche diverse – ci ha dichiarato l’artista –. Al mondo iconografico mi sono avvicinata con la “curiosità” per ciò che è “nuovo”. Colpita e intrigata da quanto reclamato dalla preparazione della tavola di legno, dalla mescolanza dei pigmenti con l’emulsione all’uovo, dalla stesura dell’oro, dalla elaborazione del colore, ecc….Insomma da tutto quello che si tramanda da secoli e che mi ha di fatto staccato da un tipo di espressione e “attratta” dalle possibilità offerte dalla fruizione di altre immagini. Quasi una sfida con me stessa. In cui cerco di far convergere il mio bagaglio passato (qualche libertà ogni tanto mi risalta fuori) e consolidarlo nella direzione del raccoglimento e del respiro interiore.”
Siamo distanti pertanto dalla articolazione dei complessi aspetti teorici che in due millenni di storia cristiana hanno coinvolto profili teologici e decisioni ecclesiali, fino al Concilio Vaticano II. Una nota d’arte non può che limitarsi di conseguenza. alle mere risultanze della comunicazione pittorica. Anche quando – come nel caso delle figurazioni della Pedrazzini -, vengono recuperate forme di immagini sviluppatesi nei secoli attraverso una “lettura” più libera, dove a prevalere non è solo il puro dato descrittivo o anche simbolico o di riferimento, ma un abito mentale che conferisce intensità di sguardo attraverso forma e colore e permette una integrazione degli elementi formalmente tradizionali con le variazioni attribuibili a una forte seduzione della materia.
Non deve o non dovrebbe stupire che oggi una forma d’arte, come la pittura di icone – certamente tutt’ora condizionata dal riferimento a modelli precisi e anche normata da un canone iconografici – seduca mano mente e sensibilità di un’artista che ha fatto a lungo della libera creazione artistica il proprio criterio. Nelle sue tele passate la Pedrazzini ha sempre riservato spazio alle possibilità della luce e del colore di simboleggiare e di arricchire, consegnando al risultato finale “un ricco mondo di emozioni sospese tra sogno e realtà”. Nel caso delle produzioni iconiche si può dunque parlare tranquillamente di una qualche “contaminazione” di matrice prettamente pittorica. Le scelte rappresentano con efficacia da un lato la declinazione religiosa e specificatamente cristiana dell’immagine iconica storica, dall’altra, pur in un ruolo subordinato, la rinforzano attraverso la forza del colore e la rinuncia alla magnificenza dell’oro di fondo ciò che viene rappresentato: Pantocrato, Mandillyon, Madre della Tenerezza, L’Angelo custode, San Luca, San Giovanni Apostolo, S.Giorgio, eccetera.

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , ,

Lascia un Commento:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: