Riccardo Valla / Tra visivo e (in)visibile


Roberto Valla, Il re e la regina nella luce

Roberto Valla, Il re e la regina nella luce

Scrivere di Riccardo Valla, cinquantenne,- in mostra (con altri artisti) all’ITS Cesaris di Casalpusterlengo – non è cosa agevole, come lo sarebbe per l’omonimo ingegner Riccardo Valla, torinese, estroso traduttore del Codice da Vinci, redattore scientifico della Boringhieri, scrittore di fantascienza e disegnatore. Il Valla di cui vogliamo segnalare l’attività è anche lui informatico, ma parmense di nascita e casalese da una vita, con un curriculum artistico piuttosto sminuzzato da non prestarsi molto al “ritratto”. E’ autodidatta e ci tiene a farlo sapere. I primi suggerimenti gli sono arrivati da Ettore Santus alla Borgognone. Poi ha proseguito tutto solo, ampliando l’interesse per l’arte attraverso sperimentazioni di varie tecniche: scultura, collage, polimaterismo, mixart ecc. La sua prima “uscita” risale a oltre vent’anni fa a Terranova de’ Passerini. Giovanni Bellinzoni lo inserì poi in una importante collettiva al Gelso. Dopo di che Valla ha spostato i propri interessi con decisione sulla fotografia, fino a “sperimentare una tecnica di movimento “pittorico”, con risultati “al confino tra pittura e fotografia” (Amedeo Anelli). Lungo la percorrenza, poche mostre e presenze a Lodi, Codogno, Casale. Detto così potrà sembrare un tragitto ridotto all’osso, addirittura modesto (almeno quantitativa-mente). Ma le esposizioni, si sa, dipendono molto dalla riservatezza e dalla ritrosia degli artisti, non sempre marciano con lo stesso passo dei processi di evoluzione o maturazione individuali. Più velocemente corrono senz’altro le vie dell’arte. Gli sconfinamenti della fotografia verso la pittura e della pittura verso la fotografia, per esempio. Le appropriazioni nell’arte, l’uso vicendevole che se ne fa oggi, benché ignorato dal grande pubblico, è reale, quotidiano. Nell’era dei media, non costituisce problema. L’arte di Valla si muove su un filone espressivo di “suggestioni”. Da anni  si dedica a una fotografia elaborata. Intendiamo una fotografia sistemata, fatta, preparata. Lo fa tenendo conto delle prerogative tecniche degli strumenti utilizzati, ma anche con una sensibilità orientata al pittorico. Gli esiti lo collocano  tra visibile e (in)visibile. Che sono naturalmente solo due parole. Simili ma non corrispondenti. Anzi, tra esse c’è distanza sostanziale. Valla propone una fotografia “diversa” dall’immagine tradizionale che “il senso ottuso intorbida e insterelisce”. Di volta in volta, le sue figurazioni possono suggerire o rappresentare forme di latenza, uno spazio che la natura offre all’attenzione, un interstizio scoperto attraverso la manipolazione, luci e colori da ritagliare e custodire. E’ una estetica disegnata dalla macchina, che è viva e mobile quanto può esserlo il pennello e la mano del pittore. Forme e formule, insomma, che portano nella loro natura la possibilità di recuperare la potenza della evocazione, e invitano a ritrovare l’immaginario, l’impossibile, a superare una data soglia.
Va da sé che questa fotografia profana l’altra fotografia, quella che pretende di vincolare all’immagine, alle forme di integrazione che hanno educato i nostri sensi e le nostre percezioni sul visibile. La fotografia di Valla ha in più una consapevolezza sensoriale espansa da suggerire un’altra abitudine percettiva: quella dove è possibile attendersi piccole rivelazioni – non proprio un’epifania -, non un modo di replicare il visibile e proseguire la possibilità di rendere manifesto qualcosa di invisibile, ma di inventarlo, di suggerirlo attraverso una estetica elaborata da un processo di propria intima immaginazione. Luce, barlumi, atmosfera, fragranze di colore e di bagliori. Un modo di produrre che restituisce all’arte visiva la sua vocazione all’irrapresentabile. Con esiti di sicura suggestione che richiamano natura, metafisica, cosmo da far sparire le espansioni più ricercate e dar visione di novità autentiche.

Riccardo Valla  è presente all’ITS Cesaris di Casalpusterlengo, via   alla mostra“Un anno dopo l’altro. Orizzonti d’arte” a cura di Amedeo Anelli – Fino al 6 febbraio 2013

Annunci
Contrassegnato da tag , , , ,

Lascia un Commento:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: