SEMINA VERBI ALLA IX EDIZIONE


L’ARTE SACRA CONTEMPORANEA TRA VISIBILITA’  E RAPPRESENTAZIONE

L’Uno metafisico

e la sua descrizione

 

Semina Verbi è alla IX edizione. Ne ha fatta di strada, ha distrutto finzioni, seminato pensieri e acceso interessi. Naturalmente anche polemiche. Le polemiche sono il sale di certe iniziative artistiche. Ben vengano, soprattutto quando nutrono idee.
Si chiamerà ancora mostra di “arte sacra”, ma solo per facilità di linguaggio, perché nelle arti (figurative) il soggetto indica l’argomento, cioè il contenuto della rappresentazione.
Il soggetto è stato nei secoli la semplice iconografia di un genere: sacro, profano, storico, mitologico, allegorico eccetera. Oggi sono cambiati procedimenti, regole e mode. Soprattutto le mode. Figuriamoci se non mettevano in soffitta la natura di un evento.Con il prevalere delle arti rivoluzionarie, sperimentali nelle tecniche e nei mezzi (informale ed espressionismo astratto, materia, movimento spaziale, tachisme, contaminazione, mixed, happening, performance, ecc.) e il prevalere delle teorie della visibilità (che qualcuno chiama guitterie) su quelle della rappresentazione (accusate  di metaforismo letterario da altri) certe distinzioni che sono servite da disciplina ausiliaria per “letture” critiche organizzate secondo “descrizione” e “interpretazione” del temi figurale, individuandone implicazioni descrittive, simboliche, emblematiche, allegoriche, era inevitabile che certe definizioni o attribuzioni non trovassero più attenzione. Anche se in passato il metodo ha dato forza e lustro a certo manierismo di estrazione religiosa, ma pure profana, storica, politica, sociale, borghese). L’arte manierista, di derivazione cattolica della Controriforma ne fissava i codici più importanti, facendo prevalere ciò che le esigenze devozionali suggerivano: lo stile figurativo austero e controllato contro lo stile “libero e capriccioso”, considerato deviante. Il decrescente interesse per tale “lettura” e la spoliazione della critica d’arte di tante riflessioni legate a tematiche peculiari di tipo teologico, all’intelletto, alla volontà, alla speranza, alla fede, all’aldilà, dopo che le estetiche della visibilità hanno ridotto il prodotto artistico a semplice “cosa” e inaugurata (da anni ormai) la “stagione del banale” (A.C. Danto), spiega perché dei “contenuti” si parla sempre più con malavoglia, quasi con fastidio. Ciò non impedisce agli artisti (non tutti) di coltivare interessi riconducibili brillantemente anche se non iconologicamente, a quei “contenuti”.
Un tempo si diceva “arte sacra” e si sapeva quel che voleva dire: Madonne,  Natività, Sacra famiglia, vita del Cristo, Crocifissione, Deposizione, Redenzione, vite degli Apostoli, conversioni dei Santi, Patroni, scene di miracoli, allegorie popolari e via di seguito. Oggi, con l’arte di pensiero (autentica, originale, possibile o solo ipotizzabile) aperta ad ogni forma di linguaggio non può che apparire distante ogni riferimento “teofanico”.
Nel nostro secolo gli artisti hanno dovuto faticare non poco per andare alla ricerca di pensieri per riuscire a pensare a Dio, del quale era stata proclamata la morte (Nietzsche). Spesso l’hanno ritrovato al di là del soggetto, al di là dell’Uno metafisico, in categorie umane, quotidiane, coniugandolo con parole diverse quali amore, libertà, realtà, giustizia, morte, vita, natura, ecc.. Per dirla con un teologo, “Dio si riconosce in tutti i nomi che gli vengono assegnati perché ama l’accadere libero della storia, che nulla vuole e nulla giudica, perché semplicemente ama”. L’arte contemporanea ci invita a cercare nella semplice poesia l’eventuale intonazione religiosa. Le otto precedenti edizioni di Semina Verbi si sono mosse in tal senso. La rassegna, ben collaudata, permette di introdurre un po’ di aria fresca nel dibattito e nelle scelte oltre che nell’immaginario della gente. L’obiettivo è di seminare espressioni che si appoggino non solo alla visibilità ma ai pensieri del tempo per andare al di là del tempo e trovare se non risposte indizi al bisogno umano di trascendenza e di spiritualità.
Il cartellone dei partecipanti, predisposto anche quest’anno da Amedeo Anelli, mette in campo artisti noti e nuove presenze. Ventitrè in tutto: Margherita Argentiero (S.Angelo L.), Giacomo Bassi (Casale), Giovanni Blandino, Francesco Borsotti (Casale), Adamo Calabrese, Andrea Cesari (Codogno), Franco De Bernardi (Codogno), Fernanda Fedi, Gino Gini, Alfredo Mazzotta, Vito Melotto, Pierluigi Montico (Dovera), Giulio Sommariva (Casale), Gianfranco Tomassini, Antonio Tonelli, Riccardo Valla (Casale), Daniela Vito. Tre i giovani per la prima volta presenti all’iniziativa: l’artista cinese, pittore e ceramista Xiang Qinggang, il pittore Emiliano Rizzotto e il fotografo Mauro Corinti. Una novità è rappresentata dalla presenza della educatrice Annarita Regondi che ha disegnato insieme a Gigi Z. e a Mario R.

 

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