ROBERTA MUSI, LA POESIA DELL’ENERGIA


Roberta Musi è parmense di nascita e milanese d’adozione. Ma per certi aspetti o tratti della sua pittura potrebbe essere sarda, gitana o spagnola. Inducono a pensarlo i suoi cavalli, i suoi danzatori, i suoi toreadori, soggetti di un impianto ambizioso inteso a praticare un’arte di impianto essenzialmente realista fuori dalla classificazioni ideologiche e correntizie, secondando un’idea di azione e libertà dichiarata dall’artista.
Mischiando uomini e quadrupedi il raccontare della Musi s’è fatto ampio. Nonostante i suoi cavalli non descrivono la storia, la mitologia, le apparizioni concrete, scene epiche. Non c’è nulla in essi che richiami De Chirico o Sassu o Tavernari, neppure  Giuseppe Perolini, pittore cremasco. Se un accostamento o un richiamo si vuole cercare, si può semmai scomodare Degas, ma unicamente perché l’ambiente che mischia uomini e quadrupedi è stato da lui ampiamente descritto. Per il resto, è altra cosa.
Il soggetto restringe l’eloquenza della mano; richiede una serie di accordi per avere fragranza di risultato. La sostanza  letteraria, può esser tenuta su solo  con la vivacità della rappresentazione. La Musi ci prova e quasi sempre ci riesce. La ravviva con la scelta dei colori acrilici e delle tecniche miste e dell’azione; con l’abilità nel gioco delle forme in movimento e il rigore di descrizione. Mettendoci una buona dose d’enfasi ragionevole.
Nei pittori ci sono sempre vene capillari che si rompono e infocano. Una di queste è certamente, l’amore per i cavalli. Come nella Musi che li prende da un lato a simbolo di  esseri nobili e intelligenti, carichi di sensualità, dall’altro come  concentrati di forza istintuale, in grado di incutere inquietudine, vigoria, azione.  “Amo i cavalli nella forza della corsa. Rappresentano l’azione, la libertà, la vita”, ha detto una volta l’artista.
L’iconografia delle corse domina molte sue tele, ma sarebbe un abbaglio vedervi una cristallizzazione manierista, cioè di sola pratica e di sola rappresentazione, mentre il ricorso è più da interpretare come metafora della vitalità, del dinamismo, dell’energia, e, forse, anche come personalizzazione simbolica: della vittoria, dell’affermazione del bene, dell’annuncio. Gli stessi simboli sono infatti  riproposti dall’artista in una serie di altri soggetti.
La Musi maneggia  una pittura dai motivi difficili, senza vincoli d’accademia. Inutile in ogni caso rovistare in essa. Nelle sue opere, non ci sono gesta di cavalleria, cavalli iracondi, cavalieri morsicati, tensioni metafisiche. La  rappresentazione o narrazione è più nell’ordinario, nella cronaca. Non è rivolta a sorprendere o a provocare, ma piuttosto a far entrare in simbiosi con l’animale, la sua tensione vigorosa, la sua robusta,vivace vitalità Di più ci dirà la mostra che lo Spazio CasaIdea dei fratelli Giuseppe e Alberto Acerbi e Daniele Acerbi si appresta ad allestire all’ex-chiesetta del Viandante, sulla via Emilia a Tavazzano, che inaugurerà il 17 giugno prossimo con il patrocinio di Plef e di OkArte.
La Musi fa parte di Ar-Ter, un gruppo che tratta l’arte terapia, fondato da Mike Ciafaloni con l’obiettivo di realizzare nel contesto di strutture ospedaliere opere che abbiano funzione sociale, servano a combattere lo stress e aiutino i pazienti in senso psico-fisico. Sotto questo aspetto il pubblico sudmilanese ricorderà l’artista nella collettiva del gruppo FormArt di due anni fa a Cascina Roma a San Donato.
Si è detto sin qui che la Musi dipinge quadrupedi. Sarebbe inesatto tuttavia far passare il messaggio che la sua pittura abbia un indirizzo monotematico. Tra i temi affrontati sono anche le scene di tango (o di ballo), le corride, i volteggi in ginnaste, eccetera. E’ la dimostrazione di una frequentazione più ampia dell’elemento “azione”, presente in una generosa e interessante serie di figurazioni dove i piani compositivi e l’uso del colore contribuiscono a quella idea di “azione e libertà” professata dall’artista.

Roberta Musi – Mostra personale – Spazio CASAIDEA Architettura-Arredamento-Antiquariato Spazio espositivo Casa delle Idee,, ex chiesa del Viandante , via Emilia- Orari: dal martedì al sabato dalle 10 alle 12, dalle 16 alle 19; domenica dalle 15,30 alle 18,30-   Inaugurazione 17 giugno ore 18 – Info: Tel. 0371 760212 – E-mail: casaidea-snc@libero.it .

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