GIGi PEDROLI, poliedrico, fantasmagorico ed elegante (presentazione)


Scrivere di Gigi Pedroli non è sempre facile, non perché manchino  argomenti, tutt’altro , semmai perché ve ne sono troppi e di diversi, che davvero c’è il rischio di smarrirsi: chansonnier, scultore, ceramista, incisore, pittore, disegnatore, affreschista, maestro calcografo… Insomma, uno arrivato agli ottanta (in questi giorni) che non può certamente passare inosservato. Una certa scarsità di “visibilità” è, più dovuta, forse, al fatto che lui non la cerca, non se ne cura. Detto a parte: con la cascata di iniziative che lo vedono protagonista gli spazi sui giornali non basterebbero ogni giorno.
Pedroli è uno “à la rebours”, non nel senso del romanzo di Joris-Karl Huysmans, ma dell’ artista “controcorrente”; men di meno del figurativo a “a ritroso”, semmai  poliedrico, fantasmagorico, elegante, raffinato, a volte sofisticato, surreale, colorito. Eppoi, di intensa attività, fatta di teoretica,  tecnica e mestiere. Chi frequenta il Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Grande di Milano, diretto da sua moglie Gabriella, dove l’artista tiene lezioni di calcografia lo conosce bene. Anche i lodigiani, che hanno avuto modo di avvicinarsi alle sue originalissime calcografie grazie  a “Carte d’Arte” e a Mauro Gambolo. Quest’ultimo lo ripropone da metà aprile a Lodi alla “Galleria & gioielli”, mettendo alle pareti oli, disegni, grafiche e dando spazio a qualcuna delle sue ceramiche-sculture.
Artista di genuina milanesità, si dedica da decenni a una figurazione che molti definiscono stralunata, fatta con la testa per aria. Gli etimologisti direbbero un artista  che raffigura “chi fantastica andando col cervello nel mondo della luna”. Pedroli spesso fa volare i suoi personaggi, ma lo fa per gusto del divertimento. L’ umorismo che pratica è brioso, non è mai cattivo. Piuttosto è intelligente, sottile, affidato alla deformazione e allo spirito.
Racconta – quanto racconta, Pedroli! – in modo del tutto diverso, coinvolgendo personaggi, fatti, situazioni reali, con un gran senso della misura e del colore. Non ha un curriculum di mostre in gallerie; più numerose sono quelle tenute informalmente nei circoli, nelle trattorie o nelle osterie dove quasi sempre alle opere da vedere accompagna quelle del chansonnier, alimentando la propria fama di affabulatore fedele ai Navigli che seppure rovinato dalle frenesie modaiole, mantiene una buona dose di poesia.
Sorprendono un poco le sue figure, per irichiami al gotico e al bizantino. Ricordano certe statue anonime messe sotto i protiri delle nostre chiese. Nei suoi soggetti c’è un po’ di tutto: la quotidianità, i riti sociali, il sacro, l’impegno, personaggi di varia umanità, innamorati. Tutto visto con bonarietà e simpatia.
Diplomato alla Scuola d’arte del Castello, Pedroli ha frequentato i corsi alla celebre scuola di Renato Bruscaglia a Urbino, e dopo una parentesi da pubblicitario è dagli anni settanta sulla breccia. La molteplicità dei linguaggi praticati si compenetrano e integrano. Nelle arti visive libera la propria fantasia e accende quella fruitore. Nel suo repertorio si riconosce il tran tran della normalità, vissuta da una umanità gioviale e pittoresca, colta con gusto della teatralità, fatta da una folla di protagonisti e di comprimari. Talvolta li indaga altre volte li lascia liberi nei loro rituali , limitandosi a cogliere, delle donne, i vezzi e le sinuosità, e degli uomini, il linguaggio dialettale.

In tutti i lavori c’è leggerezza, magia. Mauro Gambalo lo aveva fatto conoscere attraverso una piccola serie di incisioni, poco dopo l’apertura della sua attività. Lo ripropone con rinnovata convinzione.

 

Gigi Pedroli – Opere – Galleria & gioielli, corso Roma 60 – Lodi – Inaugurazione con vernissage: sabato 17 aprile alle ore 18 – Informazioni tel 0371.425065

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One thought on “GIGi PEDROLI, poliedrico, fantasmagorico ed elegante (presentazione)

  1. mauro ha detto:

    Ottimo articolo su Gigi Pedroli “artista trascurato”

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