RICORDO DI MARIO FERRARIO


 

 In tempi di caduta dei valori, di crisi della politica e di relativismo etico, non è facile parlare di uno come lui, che ha saputo muoversi controcorrente, scandagliare disagi, istanze, passioni del tempo e della storia; leggere in comportamenti, costumi, deliri; indagare tra le pieghe del potere, dell’economia, degli affari, della non-politica e della geopolitica.
 

 

Dire di Mario Ferrario a  qualche anno dalla sua morte, non è semplice, perché si tratta di dire prima dell’uomo e poi dell’artista. E i percorsi attorno all’uomo, sono sempre più difficili di quelli attorno allo stile. Si possono solo buttare  idee peregrine, offrire qualche immagine fugace e contraddittoria. Fare cenno a qualche ricordo.  Come quello suggerito dalla  sua umanità. Una umanità che gli aveva conservato una grazia infantile, testarda e insieme tenera, che irradiava simpatia fragrante, onnipresente e contagiosa.
Nella generale mercificazione anche la simpatia è diventata una merce a disposizione dei venditori più capaci, dai politici agli artisti ai letterati, nei teatrini e in pubblico. Non è questa la simpatia che irradiava Ferrario, la sua era fatta di consonanza e libertà. In tempi di caduta dei valori, di crisi della politica e di relativismo etico, non è facile parlare di uno come lui, che ha saputo muoversi controcorrente, scandagliare disagi, istanze, passioni del tempo e della storia; leggere in comportamenti, costumi e deliri; che s’è impegnato a  indagare tra le pieghe del potere, dell’economia, degli affari, della non-politica e della geopolitica.
 Prima di scoprire il male qualcosa gli era cambiato dentro. Diceva: “L’arte è ormai un hamburger”. “Non è più tanto importante, che ti affanni a rincorrere il “nuovo”, a districarti nella foresta di segni, oggetti, parole e immagini”. Obiettavo: “Ma l’arte muove passioni profonde”. “Anche capitali di entità insospettabili”, la  risposta. Ferrario non  amava la metafora. Non ha mai amato avvitarsi su sé stesso per dire ciò che aveva già detto la storia.
Con la sua arte ha sempre puntato al colloquio e alla memoria. E per raggiungerli ha scelto una pittura che non poteva che essere ciò che è stata: una pittura-cronaca, senza complessità,. espressa con sicurezza di tono e limpidità d’immagine,. carica di colore da provocare emozione e mettere in sintonia  con le tematiche di pensiero e di opposizione politica. Quadri come l’ “Omaggio a Picasso”, “Olocausto, Auschhwitz”, “L’atomica”, “Primavera del ‘45”, “Il partigiano”, “Il Sessantotto”, “Vietnam”, “La strage di Natale, “Il muro”, “Bagdad”, “Oltre l’Adriatico, “Profughi”, “Malebolge” in pittura, o “Balcani, primavera 2000”, “Due agosto”, “Il bracciante”, “Il lavoro nei campi”, “I tiranni”, “Il partigiano”, “Palestina”, La guerra”, “Utopia”, Afghanistan, 7 ottobre 2001” nella poesia, sono lì a scandire momenti e passaggi epocali e della nostra storia recente; costituiscono una sorta di agente visivo e ritmico che si comunica come tale, con la sua chiarezza e vitalità di pensiero, utilizzato a contrastare l’azione delirante delle nuove teoriche volte (anche in pittura!, anche in poesia!) a cancellare tutto quel che appartiene alla storia e alle sue “contaminazioni” per affermare un presente svuotato di proporzioni e di assunti impegnativi.
Nelle vene dell’uomo ha sempre corso un mix plasmatico fatto di abbandoni, sentimenti umani,  amicizia,  terra e tradizioni; storie di riscatto e lotte e distinzioni; di “villotte”, filarine e jazz rivisitato; di momenti epifanici, fisicità e impegno. Una bella mistura. Come quella cucinata coi colori. “Io pittore, figlio di operai” è una delle sue raccolte di testi di “colore”. Solo il nero ne è escluso, “perché non fa sognare/ed è esperto di sventure”. Gli altri sono tutti in esplorazione dell’inconscio o della storia, intenti a inserirsi in versi corti ed epigrammatici e a renderli meno asciutti. In mezzo ai verdi e agli azzurrini e ai gialli caldi il rosso timbra le passioni, quelle umane (appena accennate) e quelle politiche, le più accese, ma a volte lasciate anche immaginare.

Annunci

Lascia un Commento:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: