KAMINSKY MARINA , IL COLORE MATERIA


L’estone Marina Kaminsky ha esposto allo Spazio espositivo di “CasaIdea”, ribattezzata Casa delle Idee, presso la Chiesetta del Viandante a Tavazzano con Villanesco. La mostra è stata supportata da una trattazione del professor Giampaolo Nuvolati del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano sul tema del “salotto” e dell’ospitalità, cogliendo pretesto dalla contestuale esibizione di prototipi della marchigiana Valdichienti.
Diplomata alla Accademia di Mosca, la Kaminsky da tempo residente a Milano e attivamente presente sulla scena artistica meneghina, è una pittrice che si è fatta conoscere  per la  struttura della sua ricerca, affidata ora al colore ora a una violenta possibilità di scomposizione della forma, da soddisfare l’orgasmo espressivo e l’urgenza vitale del suo focoso dinamismo.
In questa esibizione è’ apparsa convincente per le variabilità costruttive in un linguaggio vigoroso e libero,  affidato a elementi sintetici e plastici di gagliarda solidità, recettivi di umori luminosi. Un’arte informale, la sua, ma non affidata a cangiamenti epidermici, di decorativismo, bensì dotata di  freschezza qualitativa e di schiettezza inventiva che rende amabile la sua produzione (almeno la più selezionata); mossa per primo in ascolto di quel battito profondo, di quella forza turgida e crescente, che si vede e si tocca nelle  grandi tele. Una pittura che inchioda con la sua evidenza e che chiede  non di essere contemplata ma accettata come prova di verità e di esistenza e specchio di una idea di bellezza non affidata alla figura. Un’idea che negli impasti nutriti e lucenti è spinta dal pittoricismo a insistere  su punti fermi di elaborazione ( e di pensiero) e a depositare sulle/nelle strutture una nitida ipotesi di spiritualità. Questa lettura ha trovato recentemente conferma nelle opere allo Spazio Guicciardini dove, su iniziativa dell’assessorato alla cultura della Provincia di Milano e insieme ai lavori di Wally Bonafè, Murat Dishek, Pinuccia Mazzocco ed Enzo Faltracco – un gruppo che si ritrova attorno al manifesto “Spirale di Luce” (redatto a sostegno una pittura di sogno e realtà intrecciate a elaborazioni di pensiero positivo) – ha raccolto parecchi consensi.
Per la Kaminsky il colore-materia è una liberazione della sua emotività e femminilità. Non solo questo. Se da un lato la sua pittura può apparire un vibrante pretesto di riscatto poetico del linguaggio informale, attraverso una trasposizione fauve, coloristica, dall’altro, questo falò, mentre permette di godere di  estreme vampate di  fantasia, riserva adeguata attenzione ai sentimenti della generazione dell’artista.
I  rossi, i viola, i blu, gli oro sono di intensità che infiamma, ma le visioni plasticamente annunciate e cariche di energia, recuperano al tempo stesso dato onirico, significati psicologici e declinabilità di osservazione e di giudizio che attengono alla anatomia esistenziale , al suo equilibrio psico-dinamico.

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