Gli artists’ book di Franco De Bernardi all’Archivio Internazionale del Libro D’artista di Milano


Debernardi

De bernardi

Gli artists’ book di Franco De Bernardi sono entrati a far parte del “Laboratorio 66 – Archivio Inter-nazionale del Libro d’Artista di Milano” fondato nel 1983 da Gino Gini e Fernanda Fedi, due consumati esperti del ramo, curatori internazionali delle iniziative della Biblioteca Alexandrina di Alessandria d’Egitto.
L’Archivio milanese – operativo anche sul piano espositivo in Italia e all’estero -, ha raccolto in quasi trent’anni di attività quasi ottocento opere (monotipi, libri in calcografia, in edizione limitata) di circa cinquecento artisti di tutto il mondo. Messe in numeri tante presenze e attività potrebbero apparire frutto di un dinamismo molto esteso e flessibile. Non è così. Come diceva Spinoza nella sua Etica, “tutte le cose eccellenti sono tanto difficili, quanto rare”. Non è un caso se a esercitarla nel lodigiano sia solo l’artista codognese, conosciuto proprio per la sua arte “difficile”, espressione di una ricerca irta di difficoltà e di una propria interiorità.
Negli anni settanta il libro d’artista ha rappresentato una svolta, nel senso di un arricchimento dell’arte contemporanea. Tutte (o quasi) le tendenze ne hanno esplorato le risorse – oltre i fluxus, i visivi e i concreti, i concettuali, e all’interno delle rispettive ricerche la Narrative art, l’Arte Povera, la Minimal, ecc… Tanto da diventare, a volte, una sorte di alleanza tra avanguardia e tradizione, patrimonio e rottura.

I libri d’artista sono spesso opere ed installazioni dai materiali e dalle elaborazioni molto diverse. Non hanno nulla a che vedere con le preziose edizioni numerate di testi d’autore (libri d’arte), illustrate con opere grafiche originali degli artisti e pubblicate da raffinati editori. Quelli di De Bernardi sono libri fatti di arte non di parole. Oggetti unici da guardare, toccare, ammirare. Ogni libro è una scelta creativa, il risultato di una cura estrema dedica alla espressione, che permette una nuova interpretazione e dignità all’oggetto d’arte. Si tratta di lavori di raffinatezza e di eleganza sorprendenti, ma anche risultati di un’arte “di pensiero”, come dice Amedeo Anelli, di scelte che hanno superato nei confronti del libro ogni norma tradizionale, da stabilire con esso nuovi linguaggi e legami. In linea, verrebbe da dire, con “Gli indomabili” di Martinetti, che teorizzarono la “smaterializzzazione” del libro consueto “per una trasfigurazione e decontestualizzazione in forme e materiali che esaltino il contenuto di un libro-oggetto d’arte e ne indichi un senso inusuale”, ma sempre nell’esaltazione di un valore creativo che un libro può ricoprire.
Queste posizioni futuriste, che recuperarono tracce lasciate dal Dadaismo, nella seconda metà del secolo passato hanno contribuito a riportare l’attenzione degli artisti e del pubblico sui libri d’artista. Una esperienza che ha visto parteciparvi Christo, Consagra, Depero, Giacomelli Isgrò, Munari, Paolini, Pomodoro, Vedova, per fare solo alcuni nomi noti.
Non può che fare piacere che nell’elenco degli artisti che “fanno libri” e che sostanziano l’Archivio internazionale di Milano, sia entrato a farvi parte anche il lodigiano Franco De Bernardi, autore di coinvolgenti “pezzi unici” che si vedranno anche in mostra a Codogno in una antologica a lui dedicata al Soave si spera in un prossimo futuro.
In essi non vi sono pagine, caratteri, stampe, frammenti tratti dalla quotidianità o dal mondo della pubblicità o della letteratura.
I suoi libri sono d’altro genere, non strumenti di diffusione di opere altrui, ma essi stessi oggetto e luogo di cultura. Libri-oggetto inusuali, lontani dalle pagine di latta bullonate di un Fortunato Depero; dalle pagine totalmente bianche lasciate da Piero Manzoni o da quelle stampate e cancellate di Isgrò; dai libri “illeggibili” di Munari, dagli “elaborati” di Anselm Kiefer o dai “progetti” di Gino Gini eccetera.

Gli artists’ book di De Bernardi sono più dei “contenitori”, realizzati in misura adeguata a uno spazio pensato come strumento visivo di comunicazione e interazione con il fruitore; sono come scrive Amedeo Anelli:«veri viaggi nell’immaginazione materiale e degli elementi, con un po’ la passione del mineralogista e un po’ quella del naturalista»; “scatole” che, una volta aperte trasmettono suggestioni espressive, esprimono (“pittoricamente”) un ventaglio di idee, dalle più astratte a quelle più personali; oggetti-unici, in cui non v’è traccia di scrittura o poesia ma il risultato di un’immaginazione o interpretazioni esclusivamente pittoriche.
La modalità “di lettura” di questi books è totalmente visiva. La riflessione, i suggerimenti, le idee, la poesia che ne derivano diventano esse stesse il contenuto del libro, la sua dimensione vitale. Aprendo il volume, ciò che in esso è stato reso pittoricamente su vetro o su carta permette di conoscere gli enunciati fondamentali dell’arte del pittore. La significazione del dipinto è la materia di lettura del libro. Così la sua realizzazione, la decorazione, la fattualità.

I libri d’arte di De Bernardi saranno prossimamente in una mostra di carattere internazionale che si terrà in Puglia. Ne riparleremo.

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , ,

Lascia un Commento:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: